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Discover Martinica

Storia
Dall'anno 1000 al 1400, venuti dal continente come i loro predecessori, i caraibici erano molto più conquistatori e aggressivi dei primi amerindi, gli Arawak. Essi infatti li sterminarono e sottomisero le loro mogli.

Il 15 giugno 1502, durante il suo 4° viaggio; Cristoforo Colombo raggiunse l’isola di Carbet. Per quasi un secolo l’isola restò inabitata. Bisognerà attendere l’arrivo di Belain D'Esnambuc nel 1635 perché abbia inizio la storia coloniale della Martinica. Comincia allora un lungo periodo di commercio triangolare tra le Indie Occidentali, l'Africa e l’Europa, che vede la deportazione di milioni di schiavi neri nelle piantagioni.

L'Editto di polizia del 1685, meglio conosciuto con il nome di "codice nero", descrive le leggi che regolavano lo sfruttamento degli schiavi, considerati come mobili. Nel 1635, la Compagnia delle Isole d’America prese possesso della Guadalupa, della Martinica e dei loro territori dipendenti. Dopo il fallimento, la Guadalupa viene riacquistata da Du Parquet, signore e proprietario dell’isola, a cui si deve in particolare l’introduzione della canna da zucchero nelle Antille.

Bisogna attendere Luigi XIV perché la Francia riconquisti la Guadalupa e la affidi alla Compagnia delle Indie. Nel 1674, il fallimento di quest’ultima riunisce la Martinica alla proprietà reale. Un certo numero di bianchi immigrano nelle Antille nella speranza di fare fortuna.

Alla fine della Guerra dei Sette anni, gli inglesi occupano le Antille. Il trattato di Parigi restituisce la Guadalupa e la Martinica alla Francia (al posto del Canada). Le Antille diventano allora una buona fonte di rendita grazie all’esportazione ed al commercio in tutta Europa di zucchero e caffè.

Tra il 1789 e il 1793, monarchici e repubblicani si alternano al potere. In seguito all’attacco inglese del 1794, l’isola ritorna alla Gran Bretagna fino al 1802, quando il Trattato di Amiens restituisce la Martinica a Bonaparte il quale, influenzato da sua moglie, ristabilisce la schiavitù e sopprime i diritti delle persone di colore.

Bisognerà attendere il 1848, perché la schiavitù venga definitivamente abolita sotto l’autorità di Victor Schoelcher. Il rifiuto degli ex schiavi di continuare a lavorare nelle piantagioni obbligò i proprietari a reclutare dei lavoratori liberi, per la maggior parte indiani Tamil. Ma allora, le spese supplementari di questi salari e la coltura della barbabietola da zucchero in Europa indebolì la redditività della coltivazione di zucchero. Il rum offrì un'alternativa agli ultimi agricoltori della canna da zucchero.

Dopo alcuni sobbalzi, il monte Pelée esplose e le sue nubi ardenti si sparsero su Saint Pierre, distruggendo le navi della baia e seminando più di 30000 vittime. Completamente distrutta, la città di Saint Pierre abbandona a Fort-de-France lo statuto di capitale dell’isola.

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